correction

  • By WoutDLN
  • 31 October, 2013
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Gli è che noi abbiamo abbiamo innanzi, per essa, vivo il lavoro e il travaglio del poeta nei suoi momenti diversi; evidentissimo attraverso le mille correzioni e cancellature, e le note marginali (Contini 1943, 56).

Quando si discorre d’implicazioni leopardiane, se ne possono analiticamente distinguere tre tipi. Anzitutto, correzioni che rinviano ad altri passi del medesimo componimento, siano questi contigui o anche distanti, largo essendo l’àmbito del compenso che si esercita entro una stessa unità. In secondo luogo, correzioni che rinviano a passi dell’autore fuori del componimento presente, o perché attestino uno schema affine di rifacimento, o perché vi risulti preparato, secondo i casi, il punto di partenza o il punto d’arrivo. Infine correzioni che rinviano, tanto per eliminazione, anche qui, quanto per l’acquisto, a luoghi esorbitanti dall’opera dell’autore, cioè a sue abitudini culturali, a sue letture immanenti alla coscienza (Contini 1970, 42).

Correction: biffure ou rature qui aboutit à replacer l’écrit dans les conditions de la grammaticalité, prise selon une acception très large: conformité aux usages de l’orthographe et aux règles de la syntaxe, mais également rectification d’un énoncé inintelligible (à cause d’une interruption dans la rédaction, par exemple, ou à la suite d’une série de transformations ponctuelles). La correction ne modifie pas le sens (Bellemin-Noël 1972, 13-14).

Le vere e proprie «correzioni», cioè la rinuncia a elementi frammentariamente validi per altri organicamente validi, l’espunzione di quelli e l’inserzione di questi (Contini 1982, 234).

“Correction” is used only for those changes manifestly made to correspond with accepted standards of grammar, orthography, etc. (Bowman 1990, 628).

Correction: réécriture qui répare des fautes de langue (grammaire, syntaxe, orthographe) et d’écriture (lapsus), ou qui répercute les effets d’une réécriture sur les autres éléments syntaxiques; exemple: après avoir remplacé le verbe ‘penser’ par ‘chanter’ dans ‘il pense à un refrain’, qui devient ‘il chante un refrain’, la suppression de la préposition ‘à’ est une correction. Voir ‘variante liée‘ (Grésillon 1994, 242).

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