apparatus (critical)

apparatus criticus (a collection of variant readings) (Colwell and Tune 1964, 256).

Appareil critique: partie d’une édition critique qui contient l’histoire de la genèse, les notes expliquant l’établissement du texte, l’appareil de variantes, les extraits d’autre versions du texte, etc. (Grésillon 1994, 241).

Apparat (lat. apparatus ‘Zurüstung, Ausstattung’) Der Apparat im engeren Sinne (apparatus criticus) verzeichnet die Varianten aus der Überlieferungs – bzw. Entstehungsgeschichte – eines Textes in historisch-kritischen Editionen. Im weiteren Sinne enthält er als separat gedruckter Teil im Anschluß an einen Edierten Text insbesondere bei Editionen von Texten der neueren Literature die Beschreibung aller Textträger, die Begründung für die Wahl der Textgrundlage, die Entstehungsgeschichte, das Variantenverzeichnis, Begründungen zur Textgestalt, u. U. eine Dokumentation der Quellen und der Textrezeption zu Lebzeiten des Autors sowie Erläuterungen (Plachta 1997, 135).

Si è detto all’inizio che un edizione critica è un’edizione di studio, non destinata alla divulgazione, ma alla ricerca. Nella sua forma più tipica, essa presenta una struttura caratteristica, nella quale il testo critico che costituisce l’oggetto della pubblicazione è accompagnato da un apparato critico – di solito collocato al piede della pagina, più raramente al termine del testo critico – nel quale trovano posto le varianti che l’editore non ha ritenuto di accogliere, per ognuna delle quali vengono indicati i testimoni che la riportano. Ovviamente, a seconda degli scopi dell’edizione e della natura del testo pubblicato, l’apparato può contenere materiali diversi. […]

Nell’apparato critico l’editore dà conto della ricerca da lui effettuata e fornisce gli strumenti per la sua verifica: grazie al materiale in esso contenuto, successivi studiosi possono discutere ed eventualmente contestare le scelte dell’editore e proseguire nella ricostruzione e nell’analisi dell’opera, formulando nuove ipotesi. Per questa ragione, è importante che l’apparato critico sia il più possibile chiaro e preciso.

Secondo la terminologia tradizionale, si parla di apparato critico positivo quando esso riporta indicazione, oltre che dei testimoni che attestano la variante scartata, anche di quelli che attestano quella accolta; di apparato critico negativo quando sono indicati solo i testimoni della variante scartata, e quelli della variante accolta si ricavano per sottrazione (Chiesa 2002, 161-162).

apparatus Elements of a critical edition that support the text, such as the textual introduction, textual notes, and lists of variants. (Kelemen 2009, 567).

The apparatus criticus serves as a constant reminder that the text is a historical artifact, the variants as an invitation to consider alternatives to the reading text and to check the editor’s work in establishing that text (Sperberg-McQueen 2009, 28).

What apparatuses take care of, is comprehensively speaking textual material – or, let me better say: material text. Provided for users of the edition as edition, they contain the editor’s ammunition (as it were) for establishing the edited text in that editorial ‘agency’ endeavour of strengthening the author-text lifeline (Gabler 2010, 44).

Se l’apparato, come abbiamo visto, è la concreta applicazione dell’ipotesi rappresentata dal testo, ne discende che, a seconda della decisione che prenderemo sul testo, avremo un conseguente tipo di apparato. In particolare, come si è detto, tale scelta è strettamente legata alla nostra decisione di mettere a testo o meno l’ultima volontà dell’autore e di presentare il percorso correttorio del testo in modo genetico o in modo evolutivo (Italia & Raboni 2010, 45).

Con apparato si intende una parte di testo in rapporto di subordine grafico (a piè di pagina) e tipografico (in corpo minore) rispetto al testo, subordine che può diventare anche estrema sudditanza quando l’apparato viene relegato in fondo al volume, oppure assurgere a una maggiore dignità quando vi si dedica un intero volume e un corpo tipografico identico a quello del testo (come nel caso dell’edizione Isella del Fermo e Lucia) (Italia & Raboni 2010, 61).

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