error (indicative)

In geology those fossils which are characteristic of certain epochs of the earth’s history are denoted in German by the technical term Leitfossilien (index fossils); I have similarly employed the term Leitfehler (indicative errors, errores significativi) for errors which can be utilized to make stemmatic inferences (Maas 1958, 42).

Si è visto dunque come un’esatta comprensione dei rapporti fra i testimoni di un’opera conduca alla semplificazione del lavoro editoriale, e costituisca anzi un presupposta indispensabile per la ricostruzione del testo; la recensio si propone appunto di chiarire tali rapporti. A tal fine, il metodo più efficace, l’unico in grado di dare risultati sicuri, è quello tradizionalmente chiamato degli errori-guida (o, con parola tedesca, dei Leitfehler), che è una componente essenziale del metodo stemmatico.

Il principio su cui si basa il metodo degli errori-giuda è il fatto che la parentela fra due testimoni non è indicata dalla loro coincidenza in lezioni esatte (cioè corrispondenti a quelle presenti nell’originale), ma al contrario dalla loro coincidenza in lezioni erronee (cioè generatesi in qualche passaggio della trasmissione successivo all’originale) (Chiesa 2002, 61).

Il termine errore-guida (traduzione del tedesco Leitfehler), che è quello comunemente usato dalla critica testuale dell’Ottocento e della prima metà del Novecento ed è in certa misura tradizionale, si presta a qualche fraintendimento. Non è detto infatti che le modifiche introdotte dal copista siano vero e proprio ‘errori‘, cioè sbagli inconsapevoli: spesso queste modifiche saranno state volontarie. […] parlare di ‘errore’ rischia di generare equivoci, perché in realtà di operazioni del tutto consapevoli si tratta: la modifica, in sostanza, è ‘errore’ dal punto di vista di chi, come noi, la misura rispetto all’originale, ma non è affato ‘errore’ dal punto di vista di chi l’ha introdotta, che l’ha fatto volontariamente. Oggi si usa di preferenza il termine neutro di innovazione, che può valere tanto a indicare un vero e proprio errore, quanto una modifica volontaria; ma la terminologia tradizionale basata sul termine ‘errore’ è ancora ampiamente utilizzata (Chiesa 2002, 62-63).

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